10 settembre 2012

CAGES volume secondo

CAGES volume secondo - Macchia Nera - 1998

Mentre scrivo questi post, sto rileggendo quest'opera di McKean, più che altro perchè nella memoria non riesco nemmeno più a ricostruirne la trama, solo sprazzi di qualche vignetta, di qualche scena.
Perchè in fondo la vicenda ha quell'atmosfera trasognata che ci si porta addosso in quelle giornate in cui si ha la testa ovattata, ogni gesto è faticoso e l'accidia regna sovrana; quei giorni in cui persino il pensare pesa sul fisico, quei giorni in cui vuoi vivere la giornata senza un progetto.
Per meglio far capire co'è quest'opera di McKean, non c'è niente di meglio che usare le parole di Luigi Bernardi dall'introduzione al volume:
Chiunque di voi conosca l'opera di Dave McKean sa che il disegnatore inglese possiede uno stile assolutamente visionario, reso attraverso tecniche miste molto fluide, capeci di restituire una plasticità che le immagini su carta difficilmente conservano. Bene, Cages progettualmente è un'altra cosa, è una ricerca del segno asciutto, compatto, graffiante, una ricerca a cui non è estraneo l'attento studio di due maestri argentini, Alberto Breccia e Josè Munoz. Ed è un bel modo anche questo di mettersi in discussione, tornare all'assoluta indigenza del disegno. Una Recensione
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