8 settembre 2012

LE STRAORDINARIE AVVENTURE DI PENTOTHAL di Andrea Pazienza

LE STRAORDINARIE AVVENTURE DI PENTOTHAL 

di Andrea PazienzaMilano Libri Edizioni - 1982

Se già conosci Andrea Pazienza, certo conoscerai questo volume ed il suo splendido contenuto. Se non lo conosci (possibile?) ti trascrivo grossi brani della prefazione che Oreste Del Buono ha fatto a questa prima edizione di Penthotal dopo che le sue avventure sono state pubblicate su AlterLinus.

Da che epoca lontana vengono queste strice, queste tavole, queste storie di Pentothal, prima, splendida e forse insuperata prova dell'arte di Andrea Pazienza? Ora il Comitato Centrale del PCI, affrontando il tema della cultura, dice che occorre tener conto nei nuovi soggetti sociali, dei diversi se si vuole essere veramente diversi come partito, ma allora nel 1977, l'anno della rivelazione e della lacerazione per me e tanti altri, parte del PCI non sosteneva affatto questo...

...Pazienza capitò in redazione a Linus con molta irruenza, ma anche con molta timidezza agli inizi del 1977. Più tardi, nelle varie dichiarazioni ribalde che ha fatto, Pazienza ha sostenuto che, per penetrare la cittadella linusiana, mi aveva consegnato una falsa lettera di raccomandazione di Eco.

Non so se sia vera una simile falsificazione, suppongo che si tratti di una balla retrospettiva, di quelle con cui un personaggio arrivato movimenta un passato che gli appare meno disinvolto del presente...

...Comunque, Pazienza, di persona, l'ho conosciuto solo dopo l'uscita della prima puntata di Pentothal su Alter, solo insomma, dopo il marzo 1977 a Bologna... Prima, avevo visto le sue tavole, presentatemi delle ragazze della redazione, restate intrigate e mica male emozionate dall'irruzione di Pazienza, saltellante e balbettante, dal suo totale nervosismo, oltre che dai risultati psicoartistici.

Essendo io per così dire un uomo non soggetto al fascino virile e sopratutto non essendomi trovato in redazione al momento della visita carismatica, avevo avuto a che fare solo con la prima puntata de Le straordinarie avventure di Pentothal. E mi era bastato per esserne scombussolato e avvinto. In uno stile misto in cui parevano scontrarsi e misteriosamente accordarsi gli opposti più opposti, tipo Fremura e Moebius, in cui le parole tendevano a scardinare il senso del disegno, e i disegni ad alterare definitivamente il senso della parola, erano contemporaneamente, ingordamente, insolubilmente affrontati all'autobiografismo narcisistico e il ritratto politico di una città, il privato sfacciato e il pubblico scandaloso, i mostri che se ne fregavano di distinguere tra sonno e sogno della ragione per sconfinare nella mostruosità del risveglio.,,

...A colpirmi era stato proprio lo sfondo: Bologna, la civilissima Bologna...Un intrico di tensioni e ingiustizie, di abusi e di attese di vendette. Il mio essere un vecchio comunista, per anagrafe ancor più  che per ideologia, non implicava un eccesso di ingenuità...Le tavole del giovane Andrea mi avevano suggerito il brivido di una sua Bologna che volevo ostinarmi a credere solo sua, solo fantastica...

...Dunque, avevamo deciso di pubblicare Le Straordinarie avventure di Pentothal su Alter, anzi si chiamava nacora AlterLinus, il fratello minore di Linus, dedicato alla fantascienza...Nel numero 4 di Alter, per la precisione, ovvero nel numero datato aprile, ma in uscita verso la fine di marzo,,,e quindi in lavorazione tra gli ultimi giorni di febbraio e i primi di marzo.

Ebbene, in mezzo esplose il marzo 1977 a Bologna. Il giovane Andrea fece appena in tempo ad aggiungere un'ultima tavola. La sua crapa scapigliata, un suo occhio, un pezzo di naso, una riflessione d'artista: -Tagliato fuori...sono completamente tagliato fuori...- Una Radio Alice vociferante non disperdiamoci, troviamoci tutti, la torretta di un autoblindo puntata verso il lettore, un brandello di bandiera con Francesco è vivo e lotta insieme a noi...

...L'ultima tavola originale aveva al posto del "fine" di prassi in basso a destra un "allora è la fine", che suona decisamente male. Madonna, vi giuro, credevo fosse uno sprazzo, era invece un inizio. Evviva! Andrea Pazienza, 16 marzo '77...

...qualche mese più tardi Pazienza scrisse una lettera a ...Fulvia Serra, allora a capo della redazione di Linus e Alter, ora direttore a pieno merito al mio posto, una lettera che mi pare giusto ricordare in questa introduzione:-Cara Fulvia, come sai qui a Bologna l'aria è sempre più stretta. Il clima sempre più inquietante: siamo sul filo sottile del delirio. Sembra che tutti noi che viviamo in questa città assediata, da assiedati, non paghiamo mai abbastanza, mai.
E così la Città Futura, il settimanale dei giovani berlingueristi, esce nel numero 9 con un servizio su Bologna (la città presente)...Non è un articolo sensazionale...Pubblicano una registrazione "inedita" di Radio Alice dove parlano voci del movimento, voci che parlano di polizia armata e di compagni da difendere: sono le voci di quei giorni, Francesco ucciso da qualche ora...ma i berlingueristi con uso abile del contesto del neretto delle titolazioni (allievi prediletti di Eco) confermano Alice è il diavolo, Bifo un seduttore, un agitatore, un provocatore (ma ragazzi di questi tempi basta dire Bifo e hai detto tutto), i compagni del movimento cannibali, gli studenti stranieri la peste, la malapianta da estirpare, gli autonomi potete immaginarlo.
Il complotto internazionale contro Bologna deve essere annientato, non bastano comapgni e amici in carcere da quattro mesi in vewnti per cella.-

Pazienza non scriveva, però, per lamentarsi genericamente del mondo in cui gli toccava vivere, scriveva per protestare per un motivo specifico, proprio inerente alle sue tavole:- Non è niente di eccezionale, lo sappiamo, i mostri si riproducono all'infinito. Mi sono incazzato (mi vergogno di essermi stupito) perchè tutti quei discorsi stampati su piombo erano impaginati in maniera egregia, e per come si dice allegerirli Adornato e gli altri hanno pensato bene di schiaffare in alto a destra il mio amico Penthotal di aprile. Non voglio commentare ancora, io credo che tu non li abbia autorizzati, ne sono sicuro, e allora pretendo che si scusino, loro che sono educati, che precisino, loro che sono precisi, e che paghino, loro che non hanno mai pagato. Io sto da un'altra partr. Che trovino tra le loro fila gli illustratori, gli scrittori, i musicisti, i poeti, i cantori del compromesso storico, dei carri armati, del lavoro, della Siberia. Ti saluto con molto affetto. Andrea (che ha perso la pazienza)...-

Gli risposi io su Linus...era logico che la responsabilità, me la prendessi allora io invece della Fulvia, ma anche perchè l'unico comunista tesserato, e vecchio per di più, in redazione ero io, e dunque una risposta glie la dovevo al giovane Andrea. Nessuno di noi aveva autorizzato la ripubblicazione e stavamo con lui, aveva ragione lui e quelli come lui che testimoniavano lo scompenso per l'abbandono subito dalla politica ufficiale...

La Bologna che fa da sfondo a Le straordinarie avventure di Penthotal non è una Bologna fantastica, ma una Bologna storica fantasticamente immaginata da Andrea Pazienza prima che la Storia accadesse,  mentre la Storia si avviava ad essere...Penthotal e la filosofia




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